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22/04/2013

Volontari e luoghi di lavoro: come considerarsi?

Volontari e luoghi di lavoro: come considerarsi?

Il comma 12 bis dell’art. 3 del D.Lgs. 81/08 dice che “Nei confronti dei volontari di cui alla legge 1° agosto 1991, n. 266, e dei volontari che effettuano servizio civile si applicano le disposizioni relative ai lavoratori autonomi di cui all’articolo 21. Con accordi tra il volontario e l’associazione di volontariato o l’ente di servizio civile possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui al precedente periodo.” Qualora un volontario svolga la propria prestazione in maniera continuativa nell’ambito dell’organizzazione di un Datore di Lavoro, il Datore di Lavoro è tenuto a fornire le dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività, ad adottare le misure utili ad eliminare o ridurre i rischi da interferenze tra il volontario e le altre attività svolte da altri soggetti in azienda. L’art. 21 del D. Lgs. 81/08 stabilisce come nel caso dei lavoratori autonomi i costi della sorveglianza sanitaria e della partecipazione a corsi di formazione sui rischi specifici a cui sono esposti, sia a loro carico, nel caso dei volontari, che come abbiamo visto il D. Lgs. 81/08 parifica ai lavoratori autonomi, tali aspetti andrebbero formalizzati da accordi scritti tra il Datore di Lavoro e l’associazione dei volontari, accordi che prevedano ad esempio quale dei due soggetti ed in che misura sostiene tali costi.

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